CelticBrew (691), The Crystal Coast, North Carolina, USA
| 2.8 | Aroma | Appearance | Flavor | Palate | Overall | | 6/10 | 3/5 | 5/10 | 2/5 | 12/20 | Dec 30, 2007 Pours clear medium amber, little to no foam head. Aroma of malts, hops, flowers, toffee, so far not so impressed. Flavour is full bodied, yeah chocolates, malts with burnt syrup with some light cotton candy. full flavoured malts dominate, with a light cotton candy feel and taste. A bit sweet, not what I would consider sessionable, but drinkable. Alcohol well hidden, but who cares.....can only drink one or two (if you can take the extreme sweetness).... vyvvy (2034), Hazelwood, Missouri, USA
| 3.3 | Aroma | Appearance | Flavor | Palate | Overall | | 7/10 | 3/5 | 6/10 | 3/5 | 14/20 | Dec 29, 2007 Hopefully I’ll run into an aged version of this or else I’ll have to wait a few years for one I’ve set down before I can re-rate this. Fresh this thing is just too alcoholic and sweet. Pours clear copper / orange with a small off-white head. The aroma is very thick rich and ultra sweet with cotton candy, corn syrup and heavily toasted malt. The body is very thick and chewy with a velvety feel and too much prickly carbonation. The flavor starts with the traits on the aroma and the sweetness of cotton candy being dominant. The finish is overly hot with lots of caramel and toffee. Fresh this is for people with a lot more of a sweet tooth than I have. I’m looking forward to trying this with age on it to see how dramatic its evolution is. reddragon (28), Chattanooga, Tennessee, USA
| 4.4 | Aroma | Appearance | Flavor | Palate | Overall | | 9/10 | 4/5 | 9/10 | 4/5 | 18/20 | Dec 28, 2007 Delicious! Wonderful chocolate/liquor flavor and beautiful dark body. Excellent beer for the winter months. Buy a few and pop ’em in the basement for a couple years. DeadGuyFrank (347), http://westchesterbeer.com, USA
| 4.5 | Aroma | Appearance | Flavor | Palate | Overall | | 9/10 | 5/5 | 8/10 | 5/5 | 18/20 | Dec 27, 2007 First off, this is a slow sipping, after dinner beer - too powerful!! That aside, a great beer, really complex and malty but well balanced with some hints of ripe fruit. Like a strong malter version of Rochefort 8. TheGrandMaster (1856), Auckland, New Zealand
| 3.2 | Aroma | Appearance | Flavor | Palate | Overall | | 6/10 | 3/5 | 6/10 | 4/5 | 13/20 | Dec 25, 2007 Bottle, a clear roase amber colour, no head. Strong alcohol in the aroma, with oakish. The mouthfeel is slightly syrupy, caramalised fruity malt flavour and some fig. Lots of alcohol again. Reasonably pleasant to drink. Coastie (11), Smithfield, Virginia, USA
| 4.5 | Aroma | Appearance | Flavor | Palate | Overall | | 9/10 | 5/5 | 8/10 | 5/5 | 18/20 | Dec 23, 2007 Beautiful color and a nice white head. High alcohol taste that mellows out to a nice maltiness. I loved it! badbeer (433), Iowa, USA
| 4.2 | Aroma | Appearance | Flavor | Palate | Overall | | 8/10 | 4/5 | 9/10 | 5/5 | 16/20 | Dec 23, 2007 Appearance: Dark red to amber color, head is present though disappears almost instantly but leaving a solid lacing which remains present throughout.
Smell: Sweet, caramel, hints of plum and cherry.
Taste: Taste of fruits and there is definately a heavy malt presence noticeable.
Mouthfeel: Heavy, smooth, warms the throat, like a tasty syrup almost.
Drinkability: I would love to say I could drink more of this as it is very good, however, at 14% I should probably not. LordCorkscrew (945), Ronco Scrivia (GE), Italy
| 4.1 | Aroma | Appearance | Flavor | Palate | Overall | | 9/10 | 3/5 | 9/10 | 4/5 | 16/20 | Dec 22, 2007 OK, quando l’ho vista sugli scaffali della conad sono rimasto piuttosto perplesso per numerosi motivi. Primo: la Schloss Eggenberg mi ha già deluso con una birra di gran fama (Urbock 23°) che si è rivelata un buco nell’acqua gigantesco. Secondo: le birre che nell’etichetta si vantano della propria gradazione alcolica ’estrema’ non mi ispirano grandi simpatie. Terzo: non ne avevo mai sentito parlare. Tuttavia la compro, se non altro per la stranezza, e la metto a riposare in uno scatolo sotto una trave della soffitta: in questo periodo dell’anno là sotto fa più fresco che in qualsiasi cantina, c’è da fidarsi. Dopo essermi un poco informato sulla natura e la travagliata storia di questa produzione brassicola, la curiosità mi assale, pur mescolata con un certo scetticismo (anche la Urbock 23° piace, generalmente, a moltissimi... però del resto una eisbock ’estrema’ come la EKU 28 aveva già incontrato il mio gusto mesi fa, quando di scaldarsi non c’era poi tanto bisogno). Mi riprometto di stapparla quando nevica; e spero che nevichi, non tanto per stappare la bottiglia, ma perché l’anno scorso ha nevicato pochissimo. Sono due anni che non viene un inverno come si deve, ed io temevo che il freddo non tornasse mai; ho un rapporto speciale con l’inverno. Tutti i ricordi che ho della mia infanzia sono invernali, non sono molti, ma sono tutti al freddo con l’odore della legna nell’aria e magari un bel po’ di neve attorno alla strada, quella da toccare con le mani nude per poi subito pentirsene. Avevo i guanti, i moon boot, ma nonostante tutto volevo abbracciarla la neve; se mia madre non mi avesse assistito, sicuramente sarei rimasto assiderato da qualche parte cercando la comunione con quel candore che invadeva il paese. Che il mio paesino è tanto più bello quando nevica, un po’ come certi paesi del Piemonte (e qui siamo vicini) tipo anche Piozzo, che ci sono stato di recente e c’era un bel po’ di neve. Anche cittadine tipo Cuneo, Asti, o anche piccine quali Novi Ligure, quando nevica sono diverse, più accoglienti, quasi magiche; ecco, Borgo Fornari quando nevica si trasfigura: in quel bianco i tetti delle case completamente ricoperti formano una selva di panna montata che contornia la ferrovia, anch’essa imbiancata. Le automobili arrivano con sopra un bagaglio di neve fresca, raccolta chissà dove nei colli circostanti, magari sulla Castagnola, dove nevica sempre una settimana prima e smette un mese dopo. E infatti è da un po’ che sui colli ci si imbianca, ma giusto un po’ di farina soffice, quella che si posa sul suolo per poche ore, sull’automobile se non l’hai nel box, o magari la mattina presto quando la scopri per venire a prendere il treno qui, in piazza. Invece stasera sta nevicando tantissimo, tutto è già bianco quando apro le finestre; mi scappa una lacrima, è tanto che non nevica. Avremo un Natale sotto la neve, e anche se è mezzanotte, non potrei essere più sveglio: la mia promessa può essere mantenuta, bisogna brindare alla neve. Ed ecco la Samichlaus che magicamente si apre con il mio cavatappi-simbolo; il tappo non si piega mai quando apro con questo attrezzo, è il mio preferito, in tutta la casa non ve n’è uno migliore, neppure mio padre ne ha. Funziona benissimo sia come apribottiglie sia come cavaturaccioli (sperimentato varie volte con le bottiglie del Cantillon). Annuso il collo della bottiglia, perché ormai la curiosità avvampa in me come la passione per la situazione. E’ un aroma dolcissimo, paradossale, carezzevole e caldo, di mirtillo, lampone e uva, e mela un po’ acerba. Verso in un TeKu che ho già sciacquato, e la schiuma è poca e bianchiccia, il colore ambrato con riflessi rubino notevoli, l’aspetto non mi fa innamorare, ma se annuso di nuovo, ecco quel sensazionale, sensuale odore. Ammaliante mi inebria senza che io perda il controllo dei miei sensi, mentre avvicino le labbra al bordo del bicchiere, e lo alzo, sempre annusando e godendo delle intense esalazioni che arrivano alle mie narici. Subito noto la perfezione nel corpo, presente, pesante, importante, ma non stucchevole... e il sapore è un dolce straordinario che si apre su complessità inaudite subito riscaldate da un tepore d’alcool che si spenge lentamente mentre il dolce liquore permane sul palato, accarezzando con mano sapiente l’ugola e culminando in un retrogusto splendidamente vinoso e per niente nauseante, come se fosse un distillato che ha imparato a salutare come si deve l’ugola del proprio amante. La concentrazione è al suo apice, e mentre sorseggio con lentezza penso al vino che Odisseo offriva al ciclope Polifemo, dolcissimo, pericoloso e inebriante; e nel frattempo la neve mi entra in casa, nella mia stessa casa, copre la poltrona sotto la finestra, ne prendo un poco dalle tegole allungando la mano, e le lancio nella strada deserta: sento un rumore di lieve schianto, e il cielo sembra rispondermi, mandandone ancora di più. Il bicchiere è già caldo, ma sorso dopo sorso il suo contenuto si fa più rarefatto ed esoterico: ricordo gli insegnamenti, le prime esperienze, ciò che credevo di aver dimenticato, ricordo il mio desiderio di uscire di me quando in realtà tutto era Uno. Ricordo gli errori, gli sbandamenti, e la via che ho trovato, ricordo i momenti perduti nell’ebbrezza disciplinata di un mondo superiore, ricordo me stesso come sono stato e come pensavo che non sarei mai più. Il cerchio si chiude e fuori sta ancora nevicando; vorrei che il candore mi coprisse, che fosse per me limpido allo sguardo, liscio al tatto e acuto all’udito, dolce al sapore, pulsante di trascendenza. La Samichlaus mi fa riflettere, e il bicchiere, pure centellinato con augusta pazienza, finisce troppo presto; la bottiglia trova un suo posto sul mobile adatto, vicina alla Urbock 23 per convenzione, non certo per analogia. E il mio pensiero si allarga di nuovo all’orizzonte, e sento un profumo di fuoco che viene da fuori; dentro di me, è già caldo, il freddo danza al di fuori del mio petto, splendida armonia, naturalezza e spontaneità con cui Io creo il mondo. La Samichlaus è una birra straordinaria: se capiterò ancora alla Conad ne comprerò almeno una decina di bottiglie.
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